Detective Conan Forum

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Un amore impossibile
view post Posted on 4/6/2009, 16:33Quote
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e per quale motivo noi "grandi" non dovremmo sognare?

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 9/2/2010, 15:46


ho letto un utilissimo consiglio per la FF e ora lo metto subito in pratica!
qui di sotto c'è il mio primo post però prima inserisco i link delle pagine per chi vuole leggersi i capitoli senza sfoglaire tutto!
ecco qui:

Capitolo 1

Capitolo 2

Capitolo 3

Capitolo 4

Capitolo 5

Capitolo 6

Capitolo 7

Capitolo 8

Capitolo 9

Capitolo 10

Capitolo 11

Capitolo 12

Capitolo 13

Capitolo 14

Capitolo 15

Capitolo 16

Capitolo 17

Capitolo 18

Capitolo 19

Capitolo 20

Capitolo 21





salve a tutti! ho deciso di pubblicare anch'io una fan fiction. vi chiedo scusa in anticipo se i capitoli arriveranno con una certa lentezza perchè ho una fic già iniziata su un altro forum e poi perchè sono sommersa d'impegni! cercherò cmq di aggiornare il prima possibile... quando arriva l'ispirazione! XD
non sono una scrittrice quindi vi prego di darmi tutti i consigli necessari affinché possa migliorare. accetto sia complimenti (sperando che ce ne siano XD) sia critiche (critiche motivate però, non solo: “non mi piace” ok?).
il protagonista assoluto della fic è Heiji! è una storia più che altro dedicata ai sentimenti dei personaggi di Detective Conan però prometto che farò di tutto perchè non diventi la solita cosa sdolcinata!
ok finite le premesse vi auguro una buona lettura e spero di ricevere presto vostri commenti! ^^

Capitolo 1- Il grande ballo. Parte 1
Le stelle e la luna. Sin dai tempi più antichi sono state oggetto di culto. Chissà cosa pensavano gli uomini di milioni di anni fa nel vederle. Le veneravano e le credevano delle dee. Le pregavano di proteggerli con la loro aura celestiale. Brillavano, rendendo il cielo scuro uno spettacolo affascinante. Un enorme manto di velluto blu trapuntato di diamanti, dove uno brillava più degli altri di luce propria. Nel loro fascio di luce poche nuvole si lasciavano cullare da quei raggi morbidi.
Sotto la volta celeste illuminata dal chiarore delle stelle e da una luna piena come non se n’erano mai viste, camminavano, stretti in un abbraccio Heiji e Kazuha. I due ragazzi camminavano lungo un sentierino del parco; non parlavano, godevano semplicemente uno della presenza dell’altro.
Heiji indossava un paio di jeans scuri e una camicia bianca a maniche corte, ma a stonare il completo quasi elegante c’era l’immancabile cappellino sportivo con la visiera tirata all’indietro.
Il completo di Kazuha, invece, era molto più curato. Aveva passato delle ore per scegliere cosa indossare, come pettinarsi e come truccarsi. Alla fine aveva optato per qualcosa di semplice, ma efficace. Indossava un vestito rosa che terminava sopra al ginocchio. Era senza spalline con qualche piccola decorazione lungo il contorno in argento. Si era legata i capelli in una coda che aveva poi fissato con un mollettone lasciando sfuggire alcune ciocche che aveva accuratamente lisciato con la piastra. Orecchini in argento che pendevano con collana e braccialetto coordinati. Le scarpe, rosa anch’esse, erano con un tacco forse troppo alto per lei che era abituata solo a quelle da ginnastica e avevano dei nastri che salivano a spirale fino a metà polpaccio.
Sorrise tra sé e sé ricordandosi la faccia che aveva fatto Heiji quando l’aveva vista.
Il ragazzo se ne accorse e spostò il suo sguardo su di lei.
“Che c’è? Perché sorridi?”
Kazuha aspettò un attimo prima di rispondere. Si era persa in quegli occhi enigmatici che la facevano impazzire. Il colore blu notte s’intonava con il cielo e i riflessi delle stelle facevano apparire le sue iridi ancora più luminose.
“Niente...” rispose timida. “Stavo ripensando all’inizio della serata”
“Già... è stata una grande festa!” Heiji tolse il braccio che cingeva le spalle della ragazza per stiracchiarsi un po'.
Kazuha rimase delusa da quel gesto, voleva che quella sensazione di calore quando stava accanto a lui non finisse mai.
Si accarezzò con una mano il fiore di carta velina rosa che aveva fissato tra i capelli all’inizio del ballo. Sorrise ancora. Quando voleva Heiji sapeva essere dolcissimo.
Se solo ripensava a come era iniziato tutto...


“Ciao Kazuha” Heiji era comparso sulla porta dell’aula della ragazza appena suonata la fine dell’ultima ora. Kazuha gli sorrise di rimando.
I due s’incamminarono uno affianco all’altra lungo i corridoi della scuola dove ragazzi di tutte le età schizzavano per uscire il prima possibile dall’edificio. Camminavano in silenzio, Kazuha abbracciata ai libri di testo e Heiji teneva le braccia dietro la testa e gettava delle occhiatine in direzione della ragazza.
“Come mai sei così pensierosa oggi?”
Kazuha alzò lo sguardo dal cemento: “Scusami, è che la scuola è quasi finita e sono sommersa di studio! In più devo anche finire di preparare la tesina per l’esame e ripassare tutto il resto! Ci tengo a dare una buona impressione...”
“Secchiona!” la prese in giro Heiji. La ragazza mise su un’espressione di finta arrabbiatura per poi lasciarsi andare in una risata di divertimento: “Non è colpa mia se ti accontenti di un misero 61! Io voglio arrivare almeno al 90!”
“Ok, ok... non ti arrabbiare! Dico solo che la scuola non è poi così utile! Io sono già un genio senza bisogno di passare la mia vita sui libri!”
“Oh ma sentilo il modesto!” Kazuha si alzò in punta di piedi e con un saltino portò via il cappellino al ragazzo e cominciò a canzonarlo: “Io sono il grande Heiji Hattori, sono un famoso detective per questo non me ne frega niente della scuola! E non mi interessa neanche se finirò a pulire gabinetti quando non servirà più a nessuno il mio aiuto!”
“Ah sì? Visto che pensi questo di me non ti invito più a pranzo con me! Volevo dirti una cosa importante ma sarà per la prossima volta”
Kazuha si bloccò all’istante. Che “cosa importante” doveva dirle? Heiji ne approfittò per riprendersi il cappello e allontanarsi da lei.
“No aspetta!” Kazuha cercava di richiamarlo indietro. Aveva avuto una stretta allo stomaco al suono delle sue parole ed era emozionata all’idea di sapere cosa doveva comunicarle. Forse era solo un presentimento stupido, ma sognare non costava niente. Inoltre non le sarebbe affatto dispiaciuto se Heiji le avesse chiesto qualcosa... qualcosa come diventare la sua ragazza! Più ci pensava più era convinta della sua ipotesi. Si conoscevano da una vita ed erano ottimi amici, forse era giunto il momento di diventare qualcosa di più e lei era pronta.
Ad Heiji comparve un sorrisino furbo sul volto scuro, ma si girò verso di lei mettendo di nuovo su l’espressione offesa.
“Scusami...” disse Kazuha mortificata. “Era solo uno scherzo il mio...”
“Bah vorrà dire che per farti perdonare il pranzo me lo offri tu!” Heiji tornò di fianco a lei facendole un mezzo sorrisino. La ragazza s’illuminò.
“Vuoi venire ancora a pranzo con me?” chiese sbalordita.
“Certo” rispose con naturalezza “ti devo dire una cosa importante, no?”
Per poco Kazuha non si mise a gridare in mezzo alla strada. Era al settimo cielo.
Si fermarono in un locale poco distante dalla loro scuola. Era più che altro un piccolo bar. Tavolini neri erano ammucchiati nei vari angoli e un intenso odore di fumo appestava l’aria. Heiji scelse il tavolo più appartato, vicino alla finestra in modo da allontanarsi il più possibile da quell’odore nauseante. I due stettero per un po' a fissarsi poi una cameriera si avvicinò a loro per prendere le ordinazioni. Era una donna sulla quarantina tarchiata che masticava come un cammello la sua gomma da masticare.
“Io prendo un’insalata con i pomodori” disse Kazuha senza staccare gli occhi di dosso dal suo amico.
“Per me invece un triplo cheesburger con ketchup, maionese, senape, cetrioli e cipolle. Mi raccomando abbondate pure con le salse e a parte un piatto di patatine fritte come contorno!”
Lo sguardo adorante di Kazuha si trasformò in uno di disgusto. “Bleah! Ma davvero ti mangi tutte quelle schifezze?”
“No” rispose ridendo il ragazzo “Però oggi paghi tu quindi me lo posso permettere!”
Il pranzo passò tranquillo. Nessuno dei due parlava. Kazuha fissava la sua insalata aspettando impazientemente la “cosa importante” di Heiji, mentre lui si abbuffava con il panino. I rumori del bar coprivano il suono dello sfrecciare delle macchine fuori dalla finestra. Alcuni uomini giocavano alle slot machine, altri erano al bancone a bersi qualcosa e su alcuni tavoli ce n’erano altri che s’ingozzavano come maiali. Alla ragazza non piaceva molto quel locale, ma era il primo che aveva trovato e voleva parlare il prima possibile con Heiji. Il ragazzo, invece, taceva tenendola sulle spine.
Stavano per finire di mangiare e lui non aveva ancora aperto bocca.
“Allora si può sapere che cosa dovevi dirmi di tanto importate?” sbottò alla fine.
Heiji la fissò un secondo con la bocca ancora piena di hamburger. Mandò giù velocemente e le rivolse un sorriso radioso. “A quanto pare oltre a essere un grandissimo detective sono anche un ottimo attore!”
Kazuha lo fissò come se non riuscisse a capire.
“Era tutto uno scherzo il mio! Dovevo vendicarmi per la caricatura (orribile) che mi hai fatto!”
La ragazza lo fulminò con gli occhi. Era stata davvero così scema da credere che Heiji potesse avere un briciolo di sensibilità e romanticismo? Si alzò di scatto facendo strisciare la sedia sul pavimento sporco del bar.
“Ah si? E allora me ne vado! Non voglio stare un secondo di più con una persona come te! Dovresti vergognarti non sono scherzi che si fanno! E il pranzo te lo paghi tu!” aveva finito per urlare, ma con i rumori degli altri frequentatori non si era notato.
Kazuha... pensò mortificato Heiji. Non si era certo aspettato una simile reazione.
La ragazza aveva preso infuriata i libri dalla sedia lì accanto e stava per uscire a passo di marcia. Heiji si alzò di scatto pure lui e la fermò tirandola per un braccio. Lei si voltò e per un istante tutta l’arrabbiatura passò. Sul viso del ragazzo c’era un’espressione addolorata e triste. Vi era anche un altro sentimento che però non riuscì a decifrare sembrava indecisione, o insicurezza. Che cosa gli stava succedendo?
”Kazuha scusa... Non pensavo di ferirti così” abbassò la testa. Non poteva reggere lo sguardo indagatore della ragazza. “E poi, dovevo dirtela davvero una cosa importante”
“Beh ora non m’interessa più” Kazuha cercava di fingere non curanza. Si liberò dalla stretta del ragazzo e si diresse verso l’uscita.
“Vuoi venire al ballo con me?”
La ragazza si bloccò di colpo. La cosa importante... Stentava a crederci! Girò appena la testa.
“A- al ballo di fine anno?”
“Perché ce ne sono altri in questo periodo?” sorrise Heiji, aveva perso l’insicurezza. Non poteva essere altrimenti davanti allo sguardo sbalordito della ragazza.
Kazuha s’illuminò. Con un enorme sorriso gli corse incontro e lo abbracciò forte. Non poteva davvero crederci... il sogno di una vita che diventava realtà.
“Lo prendo come un sì?” scherzò Heiji.
“Sì” Kazuha si staccò da lui.
“Il pranzo me lo paghi lo stesso tu?”
“Scordatelo”

Edited by (¯`•. Prin¢ess Dreamer .•´¯) - 19/1/2010, 20:56

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view post Posted on 4/6/2009, 16:51Quote
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Avevo paura... ma quando mi sono fatta avanti è stato magnifico...se è stato uno sbaglio conoscerti lo rifarei sempre! ti voglio bene!!!! (alla mia migliore amica!!!!)

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 8/2/2010, 19:48


che belli che sono Heiji e Kazuha insieme... brava è una stupenda ff scrivi molto bene!!!!! :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:

CITAZIONE
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<---- non ha la stessa espressione del gurzo? XDXD

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Mamma,
sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho bevuto una Sprite. Mi son sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa e finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia machina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "Il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra così lontana... Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando,con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "Questa ragazza non ce la farà". Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, di a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... La mia respirazione si fa sempre piu debole e incomincio ad avere veramente paura... Questi sono i miei ultimi momenti,e mi sento così disperata...Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo... Ti voglio bene e.... addio.Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva...scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza. Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli... Potresti perdere l'opportunita, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza. Non ti costa nulla: mettilo sulla tua firma, grazie.
Statisticamente,il 98% dei ragazzi del mondo ha provato a fumare spinelli. Se sei fra il restante 2% copia e incolla questa firma.
i Keroniani:
Desy = Natsumi
Leo= Tamama (Tamamuccio)
Sara= Anglo Mois
Marco= Giroro
Andrea= Keroro
Finn= la madre di Natsumi Aki
Hunter= Dororo
Io= Momoka

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 9/2/2010, 15:46


grazie mille sono contenta che ti sia piaciuta! ^^

PS: complimenti per il nick, Licia Troisi è la mia scrittrice preferita ;)

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Detective avanzato

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/2/2010, 21:09


Mio Dio Princess Dreamer... MA è STUPENDAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!! skusami ora mi devi piegare quali consigli ti dovrei dare!!! bravissima!!! la storia, le descrizoni, i dialoghi.... sei davvero brava!!! mi sono anche commossa :cry: TI PREGO CONTINUALAAA!!! è davvero bella e non è troppo mielosa affatto!!! per niente!! perchè è coinvlgente ed emoziona a tal punto da renederla bellissima!!! Da oggi in poi sarà una tua fan... W PRINCESS DERAMER!!! :D:D:D

!!!SOSTENIAMO INSIEME LA BATTAGLIA PER L'ARMATA DI DETECTIVE CONAN!!!! CAUSA IN CORSO: MOVIE IN ITALIA!!!!!!


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CITAZIONE
Lei (Watson) dice che giriamo intorno al sole. Anche se girassimo intorno alla luna non farebbe un soldo di differenza per me o per i mio lavoro.

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 9/2/2010, 15:46


grazie mille Black_Sherry sono davvero felice che ti sia piaciuta! ^^
ma cmq ho sempre bisogno di consigli perchè devo ancora migliorare parecchio!
tutti i tuoi complimenti mi lusingano, davvero! ^///^

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 9/2/2010, 15:46


vabbè anche se ho solo due lettrici posto già il secondo capitolo! spero vi piaccia! ^^

Capitolo 2- Il grande ballo. Parte 2
Dopo quello che era successo al bar nessuno dei due aveva più toccato l’argomento “ballo di fine anno”. Kazuha moriva dalla voglia di chiedere a Heiji come si sarebbero dovuti vestire per essere in tinta, se la preferiva con il vestito lungo o corto, come doveva truccarsi, quando sarebbe venuto a prenderla, se sarebbe venuto a prenderla lui, se dovevano farsi qualche regalino, se lui aveva intenzione di venire in smoking, se si sarebbe tolto quel cappello, ecc... La sua mente non finiva più di fabbricare domande, ma si vergognava di chiedergli tutte quelle cose. Non voleva apparire superficiale o così ossessionata, voleva solamente che tutto fosse perfetto.
La domanda principale, però, a cui voleva una risposta era: perché l’aveva invitata?
Non riusciva ancora a capacitarsi di quanto accaduto solo due settimane prima. E tutt’ora non riusciva a capire perché quella strana espressione sul viso quando glielo ha chiesto.
Sospirò mentre fissava il professore di storia che non si era ancora stufato di spiegare.
Decise di tornare ai suoi pensieri, tanto il prof non poteva vederla dato che era seduta all’ultimo banco.
Non riusciva a capire neanche lei perché era così elettrizzata all’idea di quel ballo. Come mai d’improvviso tutta quell’agitazione e quella voglia di perfezione? Con Heiji era sempre stata bene senza mai programmare niente. Forse ora si aspettava qualcosa di più, ma non ne era più tanto sicura. Chissà perché quel giorno le era venuto in mente di voler una relazione con lui?! Sì, era molto carino, simpatico e intelligente, ma quando ci si metteva era davvero un presuntuoso! E poi erano sempre e solo amici! Perché rovinare un così bel rapporto?
Continuava a fare quelle considerazioni. Cercava più che altro di convincere se stessa... ma non le riusciva molto!
Non voleva ammettere che in fondo Heiji le piaceva, dal primo giorno che lo aveva visto. Ma non avrebbe ceduto, avrebbe aspettato che fosse lui a fare il primo passo. Aveva aspettato diciassette anni, poteva resistere ancora qualche settimana.
“… ma visto che la signorina Tōyama è così brava da permettersi di non ascoltare, sicuramente sa dirmi di chi stavo parlando” il professore di storia si eresse in tutta a sua maestosa figura davanti al banco di Kazuha. Lei lo guardò mortificata.
“Allora?” il professore cominciava a spazientirsi.
“Imperatore... Giappone...” il suggerimento di Miyo, la sua compagna di banco, arrivò provvidenziale.
“Stava parlando dell’imperatore giapponese” disse altezzosa.
Il professore la guardò per un attimo e si rituffò nella spiegazione.
“Grazie” sussurrò la ragazza all’amica.
“Figurati” le sorrise quella.
Il professore le zittì con un’occhiataccia. Dopo un sorrisino di complicità le due tornarono a far finta d’interessarsi alla lezione.
La campanella le salvò dalla Seconda Guerra Mondiale.
Il professore stava dicendo “Mi raccomando, studiate il prossimo capitolo che siamo molto indietro con il programma...” che le due amiche erano già fuori.
“E quindi Kaii ti ha chiesto di andare al ballo con lui?” s’informò subito Kazuha.
“Già, me lo ha chiesto ieri! Chissà se c’è sotto qualcosa... Te invece con Heiji come va?” Miyo era la migliore amica di Kazuha, le due si erano conosciute il primo giorno del liceo ed erano subito diventate inseparabile. La ragazza aveva i capelli liscissimi tagliati in un caschetto che arrivava poco sotto le orecchie. I capelli corvini e gli occhi blu da gatta la rendevano una ragazza molto misteriosa e Kazuha un po' la invidiava. Aveva sempre quell’allegria addosso e riusciva a far innamorare chiunque con il suo carattere dolce.
“Non lo so... Sinceramente non ho ancora capito come è successo che mi ha invitata visto che ora non ne parla più!” sospirò.
“Secondo me non devi più rimandare! Devi chiarire una volta per tutte la faccenda con lui! Non puoi restare con il dubbio fino alla sera del ballo! Pensa se scopri tutto all’ultimo e poi non hai tempo per preparati? Fidati di me!”
Kazuha sembrava rincuorata da quelle parole. Miyo aveva ragione. Decise che si sarebbe tolta lo sfizio di coglierlo di sorpresa con alcune domande e che lo avrebbe fatto subito. Salutò l’amica in fretta ringraziandola ancora una volta per l’ottimo consiglio e schizzò in direzione della classe di Heiji. Lo trovò appoggiato al davanzale della finestra del corridoio circondato dai suoi amici. Stavano chiacchierando e ridendo. In quel momento Kazuha perse tutto il suo coraggio. Voleva sprofondare perché tutti si erano girati verso di lei.
“Ehm... Heiji? Possiamo parlare un attimo?” chiese timidamente.
Il ragazzo sembrava non essersi accorto del suo imbarazzo perché molto tranquillamente rispose: “Certo, dimmi pure”
“Ehm... non qui... volevo parlarti da soli... ma se ora non puoi non fa niente! Facciamo un’altra volta! Non ti preoccupare!” si affrettò di aggiungere. Heiji rimase imperscrutabile come sempre e senza scomporsi le disse: “Nessun problema, adesso abbiamo un’ora buca. A dopo ragazzi!”
E s’incamminò verso la ragazza che lo fissava stranita. Gli si affiancò e per poco non svenne quando sentì i risoli degli amici di lui.
Seguiva Heiji in trance e si accorse solo successivamente che l’aveva portata nel cortile della scuola.
Parve risvegliarsi: “Perché mi hai portata qui? Io ora ho lezione...”
“Allora cosa volevi chiedermi?” la interruppe Heiji.
“Beh... ecco... io...” Kazuha prese a balbettare senza controllo. Non riusciva a spiccicare parola e si era dimenticata anche lei il motivo del loro incontro.
“Mi sa che ti devi rinfrescare un po' le idee” e così dicendo Heiji le lanciò il casco che aveva appena tirato fuori dalla sua moto. Per poco non la colpì in testa.
“Ma sei impazzito?! Io ora ho lezione!”
“Sì, lo so, me lo hai già detto. E sai ora cosa ti dico? Che non me ne frega! Su, secchiona salta su!”
Un po' controvoglia Kazuha salì a bordo della Kawasaki Ninja blu metallizzata. Non sapeva se essere eccitata da quell’avventura o terrorizzata visto che mancavano tre settimane alla fine della scuola e non voleva rovinarsi la media. Heiji partì appena lei si fu infilata il casco e per evitare di cadere si dovette aggrappare a lui.
In quel momento tutti i dubbi svanirono. Lo abbracciava per non cadere dalla moto in corsa per le strade di Osaka e teneva la testa appoggiata a lui, quasi sdraiato per guidare il veicolo. Sentiva il battito del suo cuore confondersi con lo scoppiettare del motore... Ora ne era sicura. L’affetto che provava per lui era qualcosa più di semplice amicizia. Aveva impiegato un po' ad ammetterlo, ma ora ne era più convinta che mai.
Arrivarono nel parco al centro della città. Heiji fissò la moto a un palo con la catena che teneva nel bauletto e la sostituì con i due caschi.
“Come mai avevi già due caschi?” chiese Kazuha sistemandosi i capelli schiacciati.
“Avevo intenzione di portarti a fare un giro” Heiji le rivolese un sorrisino strano che la fece andare in un brodo di giuggiole. Decise però di restare sulle difensive. “E chi ti diceva che io sarei venuta?”
“Intuito” ancora quel sorrisino strano.
Devo resistere... continuava a ripetersi. “Bene, e ora che siamo qui cosa facciamo?”
“Camminiamo” rispose semplicemente. Poi aggiunse: “Ti va?” e le tese la mano.
Lei l’afferrò un po' titubante. Che strana impressione le dava quel contatto. Senza volerlo arrossì, ma il ragazzo non se ne accorse perché si stava guardando intorno, seguendo con lo sguardo il profilo degli alberi in fiore. Alcuni fiori di pesco rosa contornavano il sentiero principale del parco, dietro di loro si aprivano gli spiazzi erbosi verdi accesi trapuntati da piccoli fiorellini dalle molte sfumature.
A quell’ora il parco era quasi vuoto. Gli studenti, i frequentatori più abituali, erano tutti a scuola, come giusto che fosse, e in mezzo all’erba c’era solo un cane che correva inseguendo il bastone lanciatogli dalla padrona. Un uomo faceva jogging in una via parallela a quella su cui camminavano Heiji e Kazuha, ancora mano nella mano.
A rompere il silenzio fu il ragazzo: “Allora hai deciso cosa indossare?”
Kazuha fu colta alla sprovvista da quella domanda tanto diretta. Heiji, notando lo sguardo stranito della ragazza aggiunse: “Per il ballo intendo! Non dirmi che te n’eri dimenticata?!” la sua voce era meno calma, come se lo preoccupasse molto la risposta a quella domanda che doveva essere retorica.
“NO! Cioè... no, non l’ho dimenticato. Solo non c’ho ancora pensato. Volevo prima sentire il tuo parere...”
“Ah si?”
“Sì... come mi vuoi vestita?”
“Qualunque cosa a me va bene! Ma non pensare neanche di fare quelle cose da film di vestirci in tinta!”
Kazuha ci rimase male. Voleva davvero essere vestiti almeno simili per fare una bella figura... Decise di non abbattersi però, anche perché aveva cominciato lui l’argomento “ballo” e lei era più che felice.
“Allora non sperare che ti dica come verrò vestita! Sarà una sorpresa...” disse maliziosa.
Sta volta fu Heiji a rimanerci male. Voleva fare un regalo a Kazuha in tinta con il vestito e come faceva se lei non gli diceva come era vestita?!
“Ah... ok...” Dovrò pensare a qualcos’altro.
Parlarono ancora per un po' del ballo organizzandosi al meglio. Heiji sarebbe passato a prenderla in moto alle 8.30 così erano a scuola per le 8.45, in perfetto orario per permetterle di sistemarsi l’acconciatura sicuramente rovinata dal casco. E così sarebbero stati prontissimi per le 9.00!
Lui le aveva già detto che non si sarebbe messo in smoking o cose così e che non avrebbe tolto per nessuna ragione il cappellino. Kazuha rimase delusa ancora una volta... tutti i suoi piani stavano saltando. Ma alla fine non le importava molto... era ottimista e sperava che tutto andasse per il meglio lo stesso.
Eppure non aveva ancora trovato il coraggio di porgli la domanda più importante, che le martellava in testa: perché aveva invitato proprio lei?


Già, perché? Sotto quel meraviglioso cielo stellato Kazuha si faceva ancora quella domanda nonostante la splendida serata che avevano appena trascorso. Era arrivato il momento di togliersi il dubbio però. Prese il coraggio a quattro mani e tutto d’un fiato fece la fatidica domanda.
Heiji non se l’aspettava una richiesta così improvvisa che ci impiegò un po' a collegare cosa effettivamente gli avesse chiesto la ragazza.
Vedendo lo sguardo di Heiji, Kazuha cercò di spiegarsi meglio e abbassò un po' il tono: “Cioè... perché hai invitato proprio me e non qualche altra ragazza? Tutte le ragazze della scuola ti vengono dietro!”
“Beh non proprio tutte... la tua amica Miyo è ancora restia” scherzò Heiji. A Kazuha non piacque affatto. Notando l’espressione di delusione apparso sul suo volto aggiunse: “Ma mi sembra ovvio perché ho invitato te e non loro. Perché loro non sono te...” disse enigmatico.
Parlava con una tale naturalezza che la liceale provò un moto d’invidia nei suoi confronti. Voleva anche lei saper esprimersi così senza problemi.
“E poi siamo amici da una vita! Mi hai sempre sopportato, mi segui ovunque e mi hai sempre sostenuto ogni volta che ero alle prese con qualche caso bizzarro...”
“Q- quindi l’hai fatto solo perché ti sentivi in debito con me?” Kazuha aveva la voce rotta dal pianto. Sapeva che non doveva fare così, ma non ci riusciva. La delusione era stata troppo forte. Aveva veramente pensato che Heiji tenesse a lei in un modo speciale, invece voleva solo ripagarla. Le lacrime spingevano sugli occhi prepotenti. Ma non voleva piangere, non voleva farsi vedere così da lui.
“Anche...” fu la risposta. La ragazza aspettava il seguito della frase. Quella singola parola le aveva riacceso una piccola speranza ma non voleva illudersi troppo. Sentiva che quello sarebbe stato un altro stupido scherzo di Heiji.
Ma la speranza dentro lei, una piccola candela accesa che tentava di illuminare il mondo nero, non voleva arrendersi alle considerazioni della mente, voleva seguire il cuore. Voleva rischiare e giocarsi il tutto per tutto prima di spegnersi. Chi lo sapeva, magari alla fine si sarebbe ingrandita e avrebbe arso tutto il mondo scuro nel suo incendio.
“E allora per cos’altro?”
Per la prima volta la voce di Heiji scaturì senza un minimo di sfumature o intenzioni: “Perché altrimenti non avrei potuto fare questo” e con una velocità un po' inusuale le prese delicatamente la testa fra le mani e le diede un bacio.
Le lacrime, ancora negli occhi, scesero definitivamente, calde, sulle guance candide della ragazza.


Per altre tre settimane nessuno dei due accennò più al ballo, come se la conversazione del parco non fosse mai avvenuta.
E alla fine il grande giorno arrivò.

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Detective avanzato

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/2/2010, 21:09


TI PREGO CONTINUALA SUBITO!!! NON ASPETTARE ALTRE RISPOSTE CONTINUALA è TROPPO BELLA MI PIACE DA MORIRE!!! 6 UN GENIO!!! ANZI UNA GENIA MA CONTINUA TI PREGO TI PREGO TI PREGOOOOOOOOOO!!!!!!!!! io ti vorrei fare una piccola correzione ma non azzardo... troppo brava davvero.. aspetto con ansissima il continuo
Da Viola
P.S.: se prima dicontinuare vuoi altre risposte ti farò pubblictà in tutto il forum ^^

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Lei (Watson) dice che giriamo intorno al sole. Anche se girassimo intorno alla luna non farebbe un soldo di differenza per me o per i mio lavoro.

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e per quale motivo noi "grandi" non dovremmo sognare?

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 9/2/2010, 15:46


grazie! ^///^
sono felice che ti piaccia e non ti preoccupare che continuerò!

anzi, ti prego di farmela la correzione così la prossima volta non la rifaccio!
e non ti preoccupare fammi ogni volta tutti gli appunti che vuoi, sono stata io stessa a chiederli

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Super detective

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 10/2/2010, 00:18


Mi piace un saccooooo *____*
Oddio, continua immediatamente ! v.v

Ll'ammore è comme fosse nu malanno
ca, all'intrasatta, schioppa d'int' 'o core
senza n'avvertimento, senza affanno
e te pò ffa' murì senza dolore.
Antonio De Curtis




 
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Detective avanzato

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/2/2010, 21:09


CITAZIONE
I capelli corvini e gli occhi blu da gatta la rendevano una ragazza molto misteriosa e Kazuha un po' la invidiava.

Volevo solo dirti che i giapponesi solitamente non hanno gli occhi blu, o azzurri. solitamente li hanno scuri. ma niente di che in effetti anch in conan li fanno azzurri perciò... continua al più presto ^^

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You'll be my living legacy My honor, my dreams... they're yours now

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 9/2/2010, 21:09


Scrivi molto bene e la storia è molto bella. Complimenti e continuala presto :)

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Un ringraziamento speciale alla mia discepola che mi ha fatto il bannerino di Zack e l'avatar. Grazie Finnetta. image



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Il Dottor Robert Neville dedicò la sua vita alla ricerca di una cura e alla ricostruzione dell'umanità. Il 9 settembre del 2012 alle 8 e 49 di sera scoprì quella cura e alle 8 e 52 donò la sua vita per difenderla.


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Di nuovo grazie alla mia discepola che mi stava per uccidere.





Voi, comuni mortali, cliccate sul banner sottostante e venite a trovarci... ORA! O subirete la mia ira


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C'è sempre bisogno di una mano, nessuno è così forte da farcela da solo

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 8/2/2010, 21:48


heiji e kazu!!!!!!! che bello!!!!!!! la mia coppia preferita!!!!!! hai intenzione di continuarla? se si FALLO o ti faccio cercare da gin :lol:

Se credi di potercela fare da solo sempre e comunque, vai pure, però sbagli di grosso...

Altrimenti l'amore e l'amicizia che li hanno messi a fare???



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ADOTTA UNA COPPIA DEGLI ANIME ANCHE TU SU Michiyo Advices E NN DIMENTICARTI DEI CREDITS AL FORUM!

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e per quale motivo noi "grandi" non dovremmo sognare?

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 9/2/2010, 15:46


grazie a tutti! sono contensissima che vi piaccia! ^^
tranquilli ovvio che ho intenzione di continuarla! sono già in preparazione del capitolo 3...
ma non vi posso anticipare niente :muhaha:

CITAZIONE
Volevo solo dirti che i giapponesi solitamente non hanno gli occhi blu, o azzurri. solitamente li hanno scuri. ma niente di che in effetti anch in conan li fanno azzurri perciò... continua al più presto ^^

infatti io mi sono ispirata a Conan per il colore XD massì! XD

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e per quale motivo noi "grandi" non dovremmo sognare?

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 9/2/2010, 15:46


ebbene sì! il capitolo 3 è stranamente già pronto!
avevo intenzione di finire con questo capitolo tutta la storia del ballo, ma mi sono accorta che se ne allungavo troppo. così ho dovuto spezzare ulteriormente così anche nel capitolo 4 sentirete ancora parlare di questo benedetto ballo!

ora, buona lettura! spero vi piaccia ^^
chiedo scusa per la lunghezza, ma mi sembra molto scorrevole perciò vi prego di non abbandonare subito la lettura!

Capitolo 3- Il grande ballo. Parte 3
Finito di cenare Kazuha schizzò in camera sua, al piano superiore della villetta nella periferia di Osaka. La sera del ballo studentesco era finalmente arrivata e lei doveva preparasi al meglio.
Tirò fuori il vestito che aveva comprato il giorno prima dall’armadio e lo stirò sul letto. Prese dai mobiletti del bagno tutti i trucchi e dal beauty-case gli accessori le sarebbero serviti. Finiti questi piccoli preparativi entrò in doccia.
La camera di Kazuha aveva le pareti dipinte di varie sfumature di giallo, divise in due parti da una striscia, con motivi di rose rosse, che correva su tutti i muri. Su un lato vi era il letto con affianco il comodino; su di esso era posato un romanzo di avventura del quale non si leggeva il titolo coperto dalla sveglia sopra di esso. Nella parete di fronte vi era l’armadio in legno contornato di rosso. Sulla terza parete, opposta alla porta, c’era l’ordinatissima scrivania. Sopra questa vi era solo il PC rosa, la stampante, una lampada colorata e una serie di porta-matite riempiti di penne, evidenziatori e altri oggetti di cancelleria. Sulle mensole che affollavano la parte superiore della camera vi erano i suoi libri e le foto di lei da piccola e in quasi tutte affianco a lei c’era Heiji da bambino. Da una porta vicino all’armadio si accedeva al bagno.
Kazuha uscì dalla doccia infilandosi l’accappatoio e avvolgendosi i capelli in un asciugamano. Si guardò allo specchio e sorrise. Era elettrizzata. Si asciugò i capelli e piastrò i ciuffi che le sfuggivano dalla coda che si era fatta. Non soddisfatta del risultato fissò la coda alla testa con un mollettone a forma di farfalla. Passò al trucco. Aveva già deciso tutto per evitare di perdere tempo prezioso. Inoltre doveva restare calma perché se si innervosiva iniziava a sudare, e lei doveva farsi trovare perfetta.
Perfetta.
Ormai quella parola le ridondava in mente e ogni volta assumeva un significato più impegnativo. Alla fine che cos’era la perfezione? Come poteva sapere che truccata e vestita così sarebbe piaciuta a Heiji?
Finito il trucco, con una lima per le unghie finì di sistemarsele e passò su di esse uno strato di smalto rosino, molto delicato. Ripeté l’operazione su quelle dei piedi, dato che le scarpe che aveva scelto erano aperte. Finì la sua preparazione infilandosi il vestito. Per fortuna ne aveva scelto uno che si chiudeva con la cerniera sul retro se no si sarebbe rovinata l’acconciatura. S’infilò le scarpe e legò tutti i lacci in modo che le salissero quasi simmetrici sui polpaccio. Si alzò e fece un paio di passi nella stanza per abituarsi a quei tacchi così alti. Prese il velo che le avrebbe fatto da copri spalle nel caso avesse avuto freddo e se lo adagiò sull’interno delle braccia e prese tra le mani la borsetta coordinata con all’interno solo il cellulare in caso di necessità.
Si guardò allo specchio soddisfatta del suo lavoro. Poi l’occhio le cadde sulle orecchio scoperte. I gioielli! Stavo per dimenticarmene!
Andò verso la bigiotteria che aveva già preparato sulla scrivania e se la infilò.

Heiji aveva appena finito di sistemarsi la camicia che sua madre irruppe nella stanza.
“Il mio piccolo Heiji è diventato grande!” urlò la donna correndo ad abbracciarlo.
“Dai, mamma! Mollami!” il ragazzo cercava di liberarsi dalla sua presa.
“Scusami... è che se penso che fino a ieri ti tenevo in braccio e ti raccontavo la favola della buonanotte per farti addormentare! E guardati ora, sei un uomo! Che va al ballo di fine anno!”
Heiji sorrise imbarazzato.
“E poi ci vai con Kazuha che è una ragazza tanto dolce!” continuò la madre imperterrita “Se solo penso che fino a ieri giocavate mezzi nudi nel suo giardinetto con l’acqua e...”
“Ok, ok mamma! Penso che così può bastare!” la interruppe Heiji paonazzo. Gli faceva a una strana impressione pensare a lui e Kazuha nudi per il giardino. Scacciò dalla mente il pensiero poco educato che aveva avuto in quel momento.
“Mamma, sto andando a un ballo, non è la fine del mondo!”
“Lo so, scusa...” cercava di non piangere ma si vedeva che era commossa. Uscì dalla stanza con una mano sulla bocca.
Se questa piange ora cosa farà al mio matrimonio?! E anche a questo pensiero gli venne una strana sensazione addosso. Mi sa che mia madre mi ha contagiato.
La camera di Heiji era decisamente meno ordinata. Il letto disfatto, i vestiti appesi allo schienale della sedia della scrivania e la montagna di roba sopra di essa davano l’idea che fosse appena passato un uragano! La sua stanza era tutta sulle tonalità del blu e le pareti era di un bel verdino quasi del tutto coperto dai poster di moto, gruppi musicali e campioni sportivi.
Prese la giacca dal letto e corse fuori casa, giù nel box a prendere la moto che aveva appena fatto lucidare.
Guardò l’orologio che segnava le 20.15. Perfetto! Pensò soddisfatto. Stranamente era in orario. Si tolse il cappellino e lo mise nel bauletto sotto il sedile della moto insieme al regalo e al casco per Kazuha.
Speriamo le piaccia, pensava angosciato mentre imbracciava la moto e tirava giù la visiera.
Partì di corsa emozionato all’idea di vedere com’era vestita la ragazza.
Era in strada da pochi minuti quando un rombo al motore lo distrasse dalla guida. La moto si spense dopo un altro scoppiettio.
Panico. Heiji trascinò la moto a bordo strada e aprì il cofano per controllare il guasto.
Maledizione! Questo è un vero problema! Iniziò a mettere mano a tutti i cavetti del motore cercando di non sporcarsi troppo di olio e grasso. Si tirò su le maniche della giacca e riprese a lavorare. Doveva sbrigarsi se non voleva fare tardi da Kazuha. Davanti a lui le auto sfrecciavano incuranti della sua preoccupazione, o meglio della sua disperazione. Non voleva deludere la ragazza e se non aggiustava tutto in fretta l’avrebbe fatto.

Si stava allacciando l’orologio argentato che erano le 20.30. Heiji sarebbe arrivato a momenti. Respirò a fondo e diede una ripassata al lucidalabbra brillantinato e si stirò il vestito con le mani.
In quel momento sentì graffiare sulla porta. Andrò ad aprire alla sua gatta, Chika, una bellissima blu di Russia. La micia si sistemò sul letto. Kazuha la guardò un attimo e le chiese: “Secondo te come sto?”
Quasi come risposta Chika miagolò. La ragazza sorrise divertita e corse a prenderla in braccio: “Meno male che ci sei tu a tirarmi su il morale!”
Chissà perché Heiji non è ancora qui?
L’orologio segnava le 20.40.

Finalmente! La moto ripartì con un piccolo rimbombo. Heiji le saltò letteralmente sopra per la fretta che aveva. Nella foga di aggiustarla non si era accorto che una macchia d’olio era arrivata alla giacca chiara.

E se mi avesse dato buca? Continuava a chiedersi angosciata. Magari non gli interesso così tanto e mi ha lasciato per una partita di baseball... ma no a lui il baseball piace ma non ci capisce niente! Magari se n’è dimenticato e ora sta arrivando in fretta. Con tutto il suo cuore sperava che semplicemente aveva trovato traffico e che a minuti sarebbe stato lì.
Incominciò a camminare per tutta la stanza, con la gatta, accoccolata sul letto che la seguiva con lo sguardo.

Arrivò a casa della ragazza che erano le nove meno cinque. Kazuha sarà furiosa!
Guardò verso la finestra illuminata e la vide camminare. Si guardò un attimo intorno e raccolse un sassolino. Lo lanciò verso la finestra del primo piano e colpì in pieno il vetro.

Kazuha si girò spaventa. Qualcuno aveva tirato un sasso sul vetro. Si avvicinò alla finestra per vedere chi fosse e s’illuminò nel vedere Heiji con la moto sotto casa sua. Si affacciò sorridendo.
“Sei in ritardo!” gli disse.
“Lo so, scusa... ho avuto un contrattempo” le gridò in risposta lui.
“Ora arrivo.” Stava per chiudere la finestra quando notò la macchia nera sulla giacca bianca.
Non poteva permettere che quella macchia rovinasse tutto. Riaprì la finestra con tanta foga che per poco non cadde. “Sali immediatamente che sei tutto sporco!”
E così dicendo si catapultò ad aprire la porta d’ingresso. Heiji l’aspettava sull’uscio e quando la vide comparire, illuminata solo dalla luce del corridoio aprì la bocca estasiato. Non avrebbe mai immaginato che una ragazza potesse fargli un simile effetto. È bellissima...
Kazuha arrossì e lui si riprese, fingendo nonchalance entrò in casa e seguì la ragazza in bagno. Lei prese un pezzetto di carta igienica e, dopo averla bagnata, iniziò a sfregarla sulla macchia.
“Scusami... la moto si è rotta... ho cercato di aggiustarla il prima possibile... e poi l’olio... il grasso... il motore! Scusami...” Heiji cercava di raccontare l’accaduto ma era troppo nervoso. Si era sporcato ed era rimasto sulla porta a fissarla come un maniaco. E ora si trovavano nel bagno di casa di lei così vicini che sarebbe potuto passare solo un soffio di vento. Sentiva crescere il caldo. Lei lavorava in silenzio concentrata solo sulla macchia da togliere.
“Adesso basta! Al diavolo la giacca, vengo senza!” sbottò all’improvviso non potendo più reggere l’imbarazzo. E così dicendo si levò la giacca, la buttò sul bordo della vasca e afferrò Kazuha per il polso trascinandola alla moto.
Lei gli chiese mille volte se era sicuro di andare senza giacca visto che indossava solo una camicia a maniche corte ma lui non volle sentire scuse. Le passò uno dei due caschi e partì in direzione della scuola. Con il caldo che aveva ogni volta che le stava vicino a cosa sarebbe servita la giacca?
Kazuha si trovò nuovamente appoggiata a lui e respirò il suo profumo. Era nervosa per la serata e il pessimo inizio l’aveva agitata ancora di più. Ha un profumo nuovo... si stupì anche lei di quel pensiero. Non pensava che la sua mente e il suo naso ricordassero tutti i profumi che Heiji emanava. Arrivarono a scuola che la festa era cominciata da venti minuti. Dai finestroni della palestra arrivavano i rumori della pista da ballo. Scesero dalla moto in fretta e Kazuha si avviò al bagno per sistemarsi. Heiji sistemò la moto e prese tra le mani il regalo per la ragazza. Respirò a fondo come per infondersi coraggio e la seguì. Lei stava per entrare in bagno quanto lui la bloccò. Le passò il pacchettino che teneva tra le mani e le sorrise: “Scusami, ma ero a corto di spiccioli...” e senza aggiungere altro si diresse verso la palestra.
Kazuha entrò nel bagno tremando. Che cos’era quel pacchetto? Lo appoggiò al bordo di un lavandino della scuola e lo aprì. Al suo interno vi era una molletta a forma di fiore fatta da carta velina rosa. Il fiore era stato fatto precedentemente e poi era stato legato a una molletta rosa scura glitterata con del fil di ferro. La frase che le aveva detto priva voleva dire che l’aveva fatta lui? Quasi non poteva crederci. Al settimo cielo si sistemò l’acconciatura e mise in bella vista quella molletta. Era stato dolcissimo... Ma come faceva a sapere il colore del suo vestito? Avrà fatto il terzo grado a Miyo... quella linguaccia! Pensò sorridendo più che mai. La serata stava prendendo una piega... interessante.


Heiji aveva preso tutto il coraggio di cui disponeva e si era buttato, sperando in cuor suo che lei non lo rifiutasse. Aveva appoggiato le sue labbra a quelle di lei velocemente perché non voleva che il coraggio scivolasse via. Lei non rispondeva, restava ferma e lui non capiva perché. Lo sapevo, ho sbagliato tutto! Pensò frustato e si stava allontanando quando lei si riprese dalla sorpresa ricambiò. All’inizio un po' timidamente per quella sensazione nuova, ma poi entrambi capirono che l’altro era felice quanto lui e iniziarono ad approfondirlo senza più timori.
A Kazuha scesero delle lacrime.
Heiji le accarezzava dolcemente i capelli, godendo del profumo che emanavano. Lei invece, lentamente, mise le mani sul suo torace e seguendo il contorno dei muscoli arrivò a cingergli le spalle con le braccia passando sotto le sue. Le sue mani toccarono i capelli corvi di Heiji e d’istinto presero a giocarci un po'.
Sapevano entrambi che non c’era niente di sbagliato in quel bacio e non si vergognavano di essersi lasciati andare.
Finalmente avevano raggiunto la perfezione che aspiravano dall’inizio della serata. Quel bacio era perfetto. E loro con lui.
Heiji abbassò le mani e le prese il viso e solo allora si accorse che era umido. Si staccò in fretta preoccupato. Kazuha aveva ancora gli occhi chiusi e nonostante lui si fosse allontanato troppo bruscamente ancora sentiva il suo sapore. Il passo il labbro superiore su quello inferiore e sorrise aprendo lentamente gli occhi. Non capiva più niente, per questo non era riuscita collegare che lui si era tolto senza motivo. Vedendo il suo sguardo si rabbuiò.
“Che cos’hai? Perché ti sei tolto?” gli chiese accorata.
“Che cos’hai tu? Stai piangendo...”
Kazuha si portò la mano la viso e con un dito si sfiorò la gote.
“Non è niente... tranquillo...”
“Kazuha non mentirmi. Se piangi un motivo c’è!”





ah, mi sono dimenticata di dirvi che le cose in corsivo sono i pensieri. e poi dovete stare attenti al numero di spazi che lascio tra una parte e l'altra perchè uno spazio vuol dire che passo da una situazione all'altra ma che succede più o meno contemporaneamente e riguarda sempre lo stesso argomento, mentre due spazi vuol dire che faccio anche salti temporali oltre che spaziali. è un pò contorta come spiegazione, ma ora che vi ho detto di farci caso sono sicura che avete capito cosa intendo ^^"
fatemi sapere che ne pensate! ^^

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 9/2/2010, 21:15


Letto tutti e tre i capitoli: sono splendidi e tu scrivi benissimo :)
Davvero complimenti, inoltre la coppia Heiji x Kazuha mi piace molto :lol:
L'unica cosa che mi preoccupa un po' è il titolo: non promette nulla di buono (almeno a me)

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Mysterious
That's what I call You
I'm curious about You
I'm scared and not sure that You are safe
But Your eyes seem to say that You are good
This is not a dream that I'm living
This is just a world of Your own
You took me from all that I knew
Shown me how it feels to hope
With You with me, facing tomorrow together
I can learn to fly
Feels like I'm living in a lion's mouth, but the lion is an angel)
Wise eyes, You see the core of me
Your gentleness melts me
And now I know that words cannot describe
The power that I feel when I'm with You
This is not a dream that I'm living
This is just a world of Your own
You took me from all that I knew
Shown me how it feels to hope
With You with me, facing tomorrow together
I can learn to fly
Feels like I'm living in a lion's mouth, but the lion is
Peace and power, love forever
Who am I to stand before You?
I am speechless
But in my weakness
You are here and all is well
You took me from all that I knew
Shown me how it feels to hope
With You with me, facing tomorrow together
I can learn to fly
Feels like I'm living in a lion's mouth, but the lion is (an angel)
This is not a dream that I'm living
This is just a world of Your own
You took me from all that I knew
Shown me how it feels to hope
With You with me, facing tomorrow together
I can learn to fly
Feels like I'm living in a lion's mouth, but the lion is (an angel)
is an angel
[Rebecca st. James]


kasiniste;the kingdom;storia;jambo's;piccole creazioni


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